Se vuoi conoscere meglio la nostra cara Mamma Celeste, fermati e leggi...

 

Ricordati, piissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo

che qualcuno abbia fatto ricorso a te per implorare il tuo aiuto,

e sia stato abbandonato.

Anch’io, animato da tale confidenza, a te ricorro,

Vergine Madre Purissima,

e vengo a mettermi davanti a te,

peccatore avvilito ed affranto.

Tu che sei la Madre del Verbo,

non respingere la mia povera voce,

ma ascoltala benevola, ed esaudiscimi.

Amen.

 

San Bernardo di Chiaravalle

Questo sito è consacrato al Sacro Cuore di Maria Vergine Santissima, per la Maggior Gloria di Dio. Se in questo sito sono presenti testi o immagini soggetti a copyright, si prega di avvisare e verranno sostituiti.

 

Maria al Calvario

19 Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». 20 Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. 21 I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». 22 Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto».
23 I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. 24 Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:
Si son divise tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica han gettato la sorte.
E i soldati fecero proprio così.
25 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 26 Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». 27 Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
28 Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». 29 Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30 E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.
31 Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 32 Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. 33 Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34 ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
35 Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. 36 Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. 37 E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

 

Dal Vangelo secondo San Giovanni 19,19 - 37

 

La memoria liturgica del 15 settembre, che segue immediatamente quella dell’esaltazione della santa Croce, ci ricorda la speciale unione e partecipazione di Maria al sacrificio di suo figlio sul Calvario. La pietà cristiana ha meditato fin dagli inizi i racconti che i vangeli ci fanno della presenza della Madonna accanto alla croce. Nel XIV secolo è già conosciuta la sequenza della Messa stabat Mater. Il papa Pio VII, nell’anno 1814, ne estese la devozione in tutta la Chiesa, e nel 1912 san Pio X ne fissò la memoria in questa data, La Madonna con la memoria liturgica di oggi ci insegna il valore corredentivo che possono avere le nostre sofferenze e dolori. La devozione alla Santa Vergine Addolorata è un fiducioso appello alla Madonna, un invito ad imitare le sue virtù, una intima unione con Lei. Come e meglio associarci ai suoi sentimenti se non davanti alla Croce ? Chi, meglio di Maria, potrebbe darci più esattamente il senso del crocifisso, della vera compassione ...

... con suo Figlio al Calvario, lezioni cristiane del suo sacrificio ? Davanti alla Croce, la Vergine Madre è in piedi. Quando il corpo inerte di suo Figlio è disceso da questo strumento del suo supplizio, prima della deposizione nella tomba, Ella tiene tra le sue braccia il suo Gesù morto, come aveva fatto alla sua nascita a Betlemme, come durante la fuga in Egitto.

Un pensiero profondo ed un dolore orribile ti penetrano in queste ore, o Madre nostra. Il tuo Pensiero ? È sempre quello dell’Annunciazione. Tu sei serva, associata ad un incomparabile mistero. Dio ha parlato. Il piano divino si esegue. Tu hai potuto comprendere, successivamente, le più grandi linee con lo svolgimento della vita di Gesù : la fuga in Egitto, per sfuggire ad un massacro di innocenti davanti alla paura di un Messia, venuto pertanto nell’umiltà e nella povertà...l’annuncio del fanciullo nel tempio di Gerusalemme “di essere venuto per compiere la volontà del Padre suo”, ...tutta la vita pubblica, coi suoi insegnamenti, i suoi miracoli, ma anche gli avversari, la loro perfida collera, la loro opposizione sempre più grande e, finalmente, le sconvolgenti scene della notte e del mattino del Venerdì Santo, la salita al Calvario...poi tutto essendo consumato, la morte.

Ma questa morte ha un senso , è quello della Redenzione degli uomini.

Il tuo sentimento ? Materno. Nulla di più forte, di più profondo nell’animo umano.

Ma occorre misurare il valore del Figlio e la delicatezza del cuore della Madre per arrivare fino in fondo a questo dolore.

Nessun figlio, tra i figli di uomo, è mai stato simile a Gesù. Chi avrebbe potuto dare a sua Madre una pienezza d’affetto come quello che è stato così buono per tutto e per sua Madre più di chiunque, più di quanto non abbia amato Giovanni, Lazzaro, Maria Maddalena ?

Il cuore di Maria sanguina davanti allo spettacolo atroce e crudele della Croce. E questo dolore, nel suo amore, a tal punto martirizzato, aggiunge alla sofferenza d’una madre, la vivacità d’un cuore virginale. La spada evocata da Simeone ha veramente trapassato la sua anima. La liturgia, riprendendo la parola ebraica di “sette”, per esprimere l’abbondanza, non ha torto di qualificare la Vergine dolente, rassegnata ma costernata di Madonna dei Sette Dolori, davanti a suo Figlio Crocifisso.

In comunione coi tuoi pensieri ed i tuoi sentimenti, o Madre dei Sette Dolori, ti chiedo di darmi la scienza di cui doveva, un giorno, parlare San Paolo e che nessuno ha posseduto come te : “la scienza di Gesù crocifisso”.

 

Don Marcello Stanzione


Da http://www.pontifex.roma.it